
di Simone Canettieri
La campagna per le primarie
Le primarie del Campo largo sono (quasi) alle porte? Elly Schlein e Giuseppe Conte pensano prima alla Cgil, poi a filosofare. Giovedì alle 16.30 si confronteranno al teatro Brancaccio — assieme agli altri leader dell’opposizione — con Maurizio Landini. La vittoria ai gazebo passa dalla mobilitazione di un’organizzazione che vanta 5 milioni di iscritti (di cui la metà sono pensionati, categoria Spi).
Sia il presidente del M5S sia la segretaria del Pd hanno un «rapporto personale» con il capo della Cgil. Un endorsement di Landini — pronto a cedere il prossimo anno il bastone del comando — varrebbe come oro. Difficile che arrivi, ma nel dubbio è il momento della semina. Conte parte in svantaggio rispetto a Schlein con i quadri della Cgil, anche se la sua posizione netta su riarmo e Ucraina piace al sindacato, e tanto. «Fosse per me Landini sarebbe il miglior candidato premier, il nostro Lula. Chi è più competitivo tra Elly e Giuseppe contro Meloni? Entrambi, in maniera diversa», risponde al telefono Maurizio Acerbo dalla scaletta dall’aereo. Il segretario di Rifondazione comunista — ultimo arrivato nel Campo largo nonostante la contrarietà di Avs




