di Fausta Chiesa
Ecco come funziona il nuovo provvedimento: 2,5 miliardi destinati alle grandi aziende energivore e 3,53 alle piccole e medie. Decisivo il ruolo del Gse
Circa sei miliardi tra il 2027 e il 2030 per far scendere i costi energetici anche per le aziende, in un momento in cui i prezzi stanno volando e le prospettive per i prossimi mesi non promettono nulla di buono, visto il contesto geopolitico con il collo di bottiglia dello Stretto di Hormuz sempre più compromesso dal conflitto tra Usa e Israele da una parte e Iran dall’altra.
Oggi, 2 novembre, il prezzo dell’energia elettrica in Italia sul mercato all’ingrosso ha toccato un nuovo picco a 282,30 euro al megawattora, il livello più alto da metà dicembre 2022 e quasi triplo rispetto a un anno fa. Stesso rincaro per il gas con l’indice italiano (Ig Index) a 107 euro al megawattora e triplicato in un anno. La manovra approvata la settimana scorsa dal governo allunga lo sguardo e, tra il 2027 e il 2030, stanzia fondi che derivano dall’ok di Bruxelles alla flessibilità di bilancio: 2,5 miliardi destinati alle grandi aziende consumatrici di energia (cosiddette «energivore») e 3,53 miliardi alle




