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Mini-pacchi, salta la tassa italiana da 2 euro: resta il conto europeo da 5 euro

di Emily Capozucca

La Manovra cancella il prelievo nazionale sui pacchi extra-Ue sotto i 150 euro, previsto da gennaio 2027. Restano il dazio europeo da 3 euro e la commissione di gestione da 2, calcolati per categoria di prodotto

Non entrerà mai in vigore la tassa italiana da 2 euro sui pacchi e-commerce di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue. La misura, nata per contrastare soprattutto gli acquisti di ultra-fast fashion sui colossi cinesi come Shein e Temu, era prevista per il primo gennaio 2027 e si sarebbe dovuta aggiungere a quella europea di 3 euro introdotta il primo luglio 2026, che viene adesso affiancata da una commissione di gestione di 2 euro. 

La serie di rinvii

Il dazio italiano aveva già subito una lunga serie di rinvii: inizialmente programmato per gennaio 2026, era stato posticipato prima a luglio, poi a ottobre, a dicembre e infine a gennaio del nuovo anno. A cancellarlo definitivamente è stato l’articolo 30 della Manovra. Come evidenziato nella relazione tecnica che accompagna il provvedimento, «la misura determina effetti finanziari negativi, in termini di fabbisogno ed indebitamento, stimati in 91,3 milioni di euro annui a decorrere dal 2027». Alla base della decisione

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