di Walter Riolfi
Prima o poi gli investimenti nell’Ai rallenteranno e la crescita economica, ora in gran parte sorretta direttamente e indirettamente dalle nuove tecnologie, ne soffrirà. Il ritorno dei settori tradizionali
Dice il capo di Broadcom che «tanti investitori» non hanno idea di cosa stiano comprando. Guida un colosso da 1.600 miliardi di dollari, che fabbrica chip e sviluppa software e, pertanto, deve avere una buona visione di come vanno le cose nel mondo dell’intelligenza artificiale. Forse si riferiva a coloro che hanno investito nei suoi titoli, davvero parsi senza idee, visti i forti alti e bassi delle quotazioni, con balzi persino del 65% in due mesi. E, dopo tanti sussulti, le azioni Broadcom si ritrovano più basse di un anno fa. Più probabilmente ha alluso all’intero comparto dell’Ai, con le schizofreniche rotazioni dai chip al software, alle memorie, agli hyperscaler, i neocloud, i consumatori (come Google e Meta), nel tentativo di trovare i vincenti di questa rivoluzione tecnologica.
Il ritorno dei piccoli investitori
Tra quanti non hanno idea, bisogna annoverare in primis i piccoli investitori. Al loro ritorno in massa, quasi ai livelli di mesi fa, va ascritto il nuovo record, il




