di Silvia Morosi
Ilide Carmignani e Elena Battista propongono un «viaggio bestiale» che attraversa lingue e culture diverse: il significato letterale delle parole si ribalta e racconta con immagini surreali speranze e timori, gioie e dolori di noi umani
Cosa significa «portare un gatto in testa»? Perché, in inglese, quando piove a dirotto, si dice che «piovono cani e gatti»? Come mai in francese si «ride come una balena» quando non ci si trattiene? E, ancora, perché l’emozione dei primi sguardi con qualcuno a cui siamo interessati si traduce nell’espressione «farfalle nello stomaco»? A queste e a tante altre curiosità risponde Portare un gatto in testa, il nuovo libro scritto da Ilide Carmignani ed Elena Battista, con le illustrazioni di Andrea Calisi (Rizzoli, 2026). Un viaggio attraverso le espressioni idiomatiche di numerose lingue del mondo, che ha come filo conduttore gli animali. Gatti, cani, elefanti, rane, galline e molti altri protagonisti diventano strumenti per raccontare emozioni, atteggiamenti e situazioni della vita quotidiana e per descrivere vizi, virtù e comportamenti umani. Modi di dire e proverbi entrati ormai nel linguaggio comune.
Tra gli esempi più sorprendenti c’è proprio il titolo del libro: l’espressione giapponese «Portare



