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Un anno su Marte, senza lasciare Houston

C’è una foto che la NASA ha pubblicato il 2 novembre. Quattro persone con cappellino nero, occhiali da sole e tuta stanno all’aperto, con le braccia alzate e un bel sorriso. Sembra una scena di festa e in effetti lo è. Per la prima volta da oltre un anno, quei quattro respirano aria che non è filtrata dal sistema di un habitat e vedono un orizzonte che non è un finto paesaggio marziano. Non erano su Marte, però. Erano a Houston, nel Johnson Space Center, all’interno di una struttura stampata in 3D. Ci sono rimasti per 378 giorni e quello che hanno fatto lì dentro servirà a decidere come vivranno i primi esseri umani sul Pianeta Rosso.

Che cos’è CHAPEA

Il nome completo è Crew Health and Performance Exploration Analog, “Analogo per l’Esplorazione dedicato a Salute e Prestazioni dell’Equipaggio”. È un progetto in cui volontari vivono e lavorano come se fossero davvero in missione su Marte, mentre i ricercatori osservano come reagiscono corpo e mente. L’obiettivo non è provare i razzi o gli atterraggi, ma studiare le persone. Secondo la NASA, i risultati servono a valutare il sistema alimentare e l’impatto su salute fisica e comportamentale, per decidere