
L’Istituto amplia i piani di rientro per imprese e contribuenti in difficoltà: fino a 60 rate per mettersi in regola senza sconti su interessi e contributi. La novità può salvare anche Durc, appalti e incentivi pubblici
Più tempo per mettersi in regola con i contributi previdenziali, ma senza alcun condono. L’Inps ha dato il via alla possibilità di rateizzare i dei debiti contributivi. La novità più importante riguarda il piano di rientro: le rate possono arrivare fino a 60 mesi, contro il precedente limite massimo di 24. L’obiettivo è duplice: aiutare imprese e contribuenti in temporanea difficoltà economica a regolarizzare la propria posizione e, allo stesso tempo, rendere più efficace il recupero dei crediti previdenziali.
Come funziona la nuova rateizzazione Inps: 36 o 60 rate in base al debito
Il nuovo regolamento introduce una distinzione chiara in base all’importo dovuto. Per i debiti contributivi fino a 500mila euro, l’Inps può concedere una dilazione fino a un massimo di 36 rate mensili. Per debiti superiori a 500mila euro, invece, il piano di rientro può arrivare fino a 60 rate mensili. Si cambia dunque rispetto al sistema precedente, che consentiva normalmente un massimo di 24 rate e richiedeva procedure più complesse




