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Inflazione, chi si muove adesso? La cautela di Fed e Bce e le nuove pressioni

di Alberto Mingardi

Con il rialzo dei tassi e l’indipendenza, i banchieri centrali hanno gli strumenti per contrastare la levata dei prezzi. Ma non è facile annunciare che la festa è finita

La situazione nello Stretto di Hormuz resta precaria. La riapertura parziale annunciata da Teheran è stata subito complicata da nuovi sequestri di navi da parte dell’Irgc e dal mantenimento del blocco americano sui porti iraniani. Il Brent ha oscillato nelle scorse settimane tra i 95 e i 128 dollari al barile, ben lontano dai 70 dollari pre-conflitto. Tutto questo riporta le lancette indietro di due anni, per quel che riguarda l’inflazione, che potrebbe raggiungere il 4,2% negli Usa, il 5% nel Regno Unito e circa il 3% nell’area euro. Che fanno, in tutto questo, le banche centrali? Per ora, nulla. 

Sospensioni

La Bce ha sospeso i tagli dei tassi previsti per i prossimi mesi. La Fed è in un passaggio politicamente complicato. Il mandato di Jerome Powell scade il 15 maggio, ma egli aveva annunciato che — a differenza di quanto fin qui consueto — non avrebbe lasciato il board senza la conclusione del procedimento avviato contro di lui dal Dipartimento della Giustizia. L’audizione di Kevin Warsh,

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