
di Andrea Dalla Serra
Gli agricoltori chiedono più trasparenza sulle filiere: «La norma europea permette di trasformare e poi di vendere per italiano sui mercati internazionali ciò che italiano non è»
Hanno scelto di radunarsi proprio dove ogni giorno transitano tonnellate di prodotti esteri pronti per essere etichettati «made in Italy». I circa 10 mila agricoltori di Coldiretti, provenienti da tutta Italia, ieri (27 aprile) hanno raggiunto il Brennero già dalle prime ore del mattino, per protestare contro il codice doganale europeo e chiedere trasparenza sulle filiere agroalimentari. Secondo l’analisi della maggiore associazione di categoria dell’agricoltura italiana, infatti, se venisse modificata la norma dell’ultima trasformazione sostanziale nell’attuale codice doganale gli agricoltori potrebbero recuperare almeno 20 miliardi di euro.
Più trasparenza
«La norma europea — ha detto il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, in occasione della maxi manifestazione — permette di trasformare e poi di vendere per italiano sui mercati internazionali ciò che italiano non è. Ciò diventa una sottrazione in termini di valore ai nostri agricoltori, 20 miliardi che potrebbero entrare direttamente nelle tasche dei nostri agricoltori in questo momento particolarmente difficile, anche legato agli scontri bellici».
Lotta alle agromafie
A guidare invece la delegazione regionale




