La Rubrica – Spunti di Mercato
L’escalation del conflitto in Medio Oriente ha riportato il costo dell’energia al centro del dibattito sull’economia europea, non tanto come emergenza improvvisa quanto come fattore strutturale di instabilità che continua a condizionare prezzi, investimenti e scelte industriali.
Il prezzo del gas ha reagito in modo meno violento rispetto allo shock del 2022, ma le quotazioni europee sono comunque più che raddoppiate. Questa dinamica si riflette direttamente sul mercato elettrico, dove il gas continua a fissare il prezzo marginale, soprattutto nei Paesi con una quota ancora significativa di generazione termoelettrica, rendendo l’economia europea molto sensibile anche a oscillazioni relativamente contenute dell’offerta di gas. Il nodo centrale rimane la dipendenza dall’estero.
Nel 2025 l’Unione Europea ha importato prodotti energetici per circa 337 miliardi di euro, una cifra che pesa sulla bilancia commerciale e che rappresenta un trasferimento netto di risorse verso Paesi esportatori di energia (Paesi del golfo, ma anche Stati Uniti, Algeria, Libia, Azerbaigian).
Prezzi gas EU AmsterdamLe poche riserve interne all’area spiegano questa fragilità strutturale: UE+ Regno Unito+Norvegia dispongono di riserve di gas naturale equivalenti a circa sei anni di consumo ai livelli attuali (molto pochi), mentre le riserve di petrolio risultano




