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Coldiretti torna al Brennero contro l’importazione di semilavorati alimentari dall’estero per produrre made in Italy

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di Thomas Bendinelli

Diverse centinaia di bresciani alla manifestazione. a richiesta: modificare la legge europea sull’«ultima trasformazione sostanziale»

Sono arrivati da tutta Italia, con una presenza significativa anche dalla provincia di Brescia, gli agricoltori che hanno preso parte alla mobilitazione organizzata il 27 aprile da Coldiretti al valico del Brennero.

Secondo l’organizzazione, erano circa diecimila i partecipanti, riuniti per chiedere una revisione del codice doganale europeo e, in particolare, della norma sull’«ultima trasformazione sostanziale», ritenuta penalizzante per il settore primario nazionale. Al centro della mobilitazione c’è la richiesta di modificare un meccanismo che consentirebbe a prodotti ottenuti da materie prime straniere di acquisire formalmente l’origine italiana dopo una trasformazione industriale. Un passaggio che finirebbe per alterare la concorrenza e ridurre il valore riconosciuto alle produzioni agricole nazionali.

La stima avanzata da Coldiretti parla di almeno 20 miliardi di euro potenzialmente recuperabili per gli agricoltori in caso di revisione della normativa. Tra i prodotti simbolo indicati nella protesta ci sono le cagliate: ne arrivano in Italia circa 150mila tonnellate, di cui il 90% proprio attraverso il Brennero, utilizzate come semilavorato per produrre mozzarelle, burrate e altri formaggi a pasta filata poi immessi sul mercato.

Dal valico

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