di Leonard Berberi
L’analisi dei dati di una delle scatole nere mostra che il pilota ha spento i motori e uno degli altri due colleghi (o entrambi) hanno tentato di riportare sotto controllo l’aereo manovrando la cloche. Ma era ormai impossibile
Per diciotto secondi qualcuno all’interno della cabina del Boeing 737 ha cercato di far riprendere quota all’aereo. Per diciotto secondi qualcun altro, seduto di fianco, ha fatto l’esatto opposto, con l’obiettivo di far schiantare il velivolo alla massima velocità possibile. Quando ha toccato il suolo, dopo essere precipitato nel marzo 2022 con 132 persone a bordo, l’aereo di China Eastern si è sbriciolato in decine di migliaia di pezzi.
I tre in cabina
Non è al momento chiaro se a tentare il gesto disperato sia stato il comandante o il primo ufficiale. O se si sia trattato più di una «lotta», con due piloti a tirare su la cloche (in cabina ce n’era un terzo, in qualità di osservatore) e l’altro a spingerla in avanti per accelerare la discesa. Ha avuto la meglio chi ha avviato la manovra mortale, «aiutato» dalle leggi della fisica, dopo aver spento i motori all’improvviso, come raccontato nei giorni scorsi.




