Alla terza edizione de “La Cena Straordinaria”, Catanzaro ha accolto mille commensali intorno a una tavolata lunga 400 metri. Ma, più dei numeri, a raccontare la Calabria sono state le persone, le competenze e la capacità di restituire dignità gastronomica a ingredienti spesso dimenticati: frutta, legumi e zuppe. Se dovessi scegliere un numero per raccontare questi tre giorni a Catanzaro, sceglierei naturalmente mille. Ma non penso soltanto ai mille posti apparecchiati lungo Corso Mazzini. Penso ai mille volti incontrati, alle professionalità che hanno dato vita a qualcosa di molto più “buono” di una grande cena all’aperto. La terza edizione de La Cena Straordinaria ha riunito sei chef calabresi stellati. Intorno a loro si è mossa una squadra di oltre trecento persone tra cuochi, personale di sala, sommelier, organizzatori, produttori e volontari.
Vista dall’alto su “La Cena Straordinaria” La vera ricchezza della Calabria
La ricchezza di un territorio non dipende soltanto dalle materie prime che produce. Altrimenti sarebbe sufficiente avere un buon pomodoro, una grande nocciola o un olio eccellente per costruire automaticamente una cucina importante. Non funziona così. Una materia prima ha bisogno di persone capaci di riconoscerla, selezionarla,




