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Il processo per l’uccisione dell’orsa Amarena: nuova udienza il 5 giugno. Le associazioni: «Si alimenta il senso di impunità»

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La difesa contesta le 47 costituzioni di parte civile e deposita una nuova memoria. Le associazioni: «I reati contro la fauna selvatica sono spesso accompagnati da ritardi e difficoltà nell’assicurare pene efficaci»

È stato aggiornato al 5 giugno il secondo processo per l’uccisione dell’orsa Amarena, avviato dopo l’annullamento del primo per un vizio di forma. Nell’udienza di mercoledì 20 maggio al tribunale di Avezzano (L’Aquila) la difesa ha contestato le 47 costituzioni di parte civile con un intervento durato circa un’ora e mezza e il deposito di una memoria di circa 180
pagine. Gli avvocati dell’accusa hanno chiesto tempo per esaminare la
documentazione depositata
e presentare altre memorie prima della prossima udienza. Il giudice ha, quindi, disposto il rinvio per consentire alle parti civili di avere il tempo per replicare alle numerose eccezioni presentate dai difensori dell’imputato in merito all’ammissibilità delle costituzioni di parte civile. La prossima udienza sarà ancora incentrata sulla partecipazione delle associazioni e degli enti al procedimento, rinviando ulteriormente l’apertura effettiva del dibattimento e l’avvio dell’istruttoria.

Amarena, femmina di orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), una sottospecie unica dell’Appennino centrale considerata in pericolo critico di estinzione, fu uccisa a fucilate nella notte del 31 agosto 2023 alla periferia di San

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