C’è un ritorno alle origini, quasi un gesto simbolico di ricomposizione storica, nel trasferimento del Museo del Parmigiano Reggiano da Soragna a Fontevivo (Pr). Dopo oltre vent’anni trascorsi nell’antico casello ottocentesco di Soragna – sede del museo dal 2003 al 2025 – la struttura trova oggi nuova casa nell’ex Chiesa dei Cappuccini, a pochi passi dalla grande abbazia cistercense di Fontevivo.

Il nuovo percorso espositivo del Museo del Parmigiano Reggiano all’interno dell’ex Chiesa dei Cappuccini a Fontevivo
Una scelta tutt’altro che casuale. Furono infatti i monaci Cistercensi, insieme ai Benedettini, a mettere a punto nel Medioevo la tecnica di produzione del Parmigiano Reggiano Dop. L’esigenza era pratica quanto rivoluzionaria: trovare un metodo per conservare a lungo il latte prodotto dalle bovine nelle vaste pianure bonificate dai monasteri. Da quella ricerca nacque un formaggio destinato ad attraversare i secoli, trasformandosi in uno dei simboli più riconosciuti del Made in Italy agroalimentare.
Dalla Chiesa dei Cappuccini all’abbazia cistercense: le origini della filiera
Il nuovo percorso espositivo si inserisce dunque nel cuore stesso della storia del prodotto, in un contesto che restituisce profondità culturale e spiritualele alle origini della filiera. L’antica abbazia fondata dai Cistercensi




