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Export, dazi e crisi del Golfo presentano il conto alle imprese venete. Ma il Prosecco cresce negli Usa

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di Gianni Favero

Stati Uniti giù del 12%, Paesi Opec del 30%. Oltre il primo dato del +5%, un calo dell’1%

Export, oltre l’exploit «drogato» del +5%, il Veneto paga il conto di dazi e crisi nel Golfo. È il quadro che emerge sull’avvio del 2026, nei numeri pubblicati l’altro ieri dall’Istat relativi all’export delle regioni nel primo trimestre. Attesi, per capire l’intonazione dell’anno, sugli Stati Uniti; ma anche per misurare i primi effetti della crisi nel Golfo, per il Veneto tra le destinazioni più promettenti. Con il contraltare almeno dell’Europa a 27, verso cui le vendite sono invece in ripresa (+1,7% nel primo trimestre), con crescite in Germania (+1%, a 2,7 miliardi), Francia (+0,8%) e soprattutto Spagna (+5,8%).

Gli effetti complessivi restano però negativi, oltre il primo impatto di una crescita del 5,1%, dai 19,7 miliardi del primo trimestre 2025 ai 20,7 della stessa frazione 2026. Ma il miliardo in più sulla cantieristica, come fa notare la Confartigianato regionale, è di fatto dovuto all’una tantum della consegna a marzo, alla Fincantieri di Marghera, della nave da crociera Norwegian Luna all’americana Norwegian Cruise, valore già stimato in passato dagli analisti sul miliardo. E in infatti la crescita

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