Come si guida oggi una brigata di cucina? È una delle domande al centro del dibattito che sta attraversando l’alta ristorazione, sempre più orientata verso modelli capaci di coniugare qualità, benessere del personale e sostenibilità del lavoro. Il percorso avviato da Italia a Tavola per raccontare le nuove forme di leadership nelle cucine italiane – a partire dal modello di Tássia Magalhães, alle riflessioni di Cristina Bowerman, Silvia Baracchi ed Aurora Mazzucchelli sulla gestione delle brigate e agli approcci organizzativi di Isa Mazzocchi e Valeria Piccini per prevenire lo stress, senza dimenticare il ruolo delle donne in cucina evidenziato da Viviana Varese – si arricchisce oggi della testimonianza di Antonella Ricci, chef patron di Ricci Osteria a Milano e, col marito, di Antonella Ricci & Vinod Sookar di Ceglie Messapica (Br). Cresciuta nella storica cucina di famiglia a Ceglie Messapica, formatasi alla scuola di Gualtiero Marchesi e docente per oltre vent’anni ad Alma, Ricci porta con sé un percorso che unisce esperienza sul campo e formazione. La sua idea di cucina si fonda su disciplina, organizzazione e rispetto delle persone. Per la chef pugliese il lavoro ai fornelli richiede dedizione assoluta, ma non è mai stato sinonimo di conflitto o
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