
di Silvia Madiotto
Da Padova a Verona, si cerca di resistere ai rincari dei bus. «Ma andare avanti così è difficile»
Un automobilista vede l’aumento del prezzo dei carburanti tutti il giorno lungo la strada: benzina e diesel, in gran parte dei distributori, superano i due euro al litro. Chi sale sul bus (con un libro, lo zaino, le borse della spesa) spesso non ci pensa nemmeno. Per il trasporto pubblico locale, poi, bisogna moltiplicare i chilometri percorsi e il costo cresce esponenzialmente. È il motivo per il quale alcune aziende, anche in Veneto, hanno cominciato ad alzare il prezzo di biglietti e abbonamenti, e altre potrebbero essere costrette a pensarci dall’anno prossimo. Le alternative sono due: o si taglia il servizio o il pubblico (Stato, Regioni) ci mette sopra i soldi necessari.
Atvo, azienda di trasporti veneziana nel Veneto Orientale, ha aumentato dal primo settembre il costo dei biglietti (+10%) e degli abbonamenti (+5%), come approvato dall’ente di governo: una risposta all’aumento dei costi che negli ultimi anni – fra guerra in Ucraina, guerra in Iran, blocco di Hormuz – ha interessato il settore dei trasporti pubblici, in particolare per energia e carburanti. Per quanto riguarda i




