
di Simona Marchetti
Il cantante pugliese è stato aspramente criticato sui social per il sold out in Israele, mentre “Chi” rivela che la sua assenza alla festa di famiglia è stata una decisione della giovane Carrisi
Ha celebrato il sold out al Charles Bronfman Auditorium di Tel Aviv con un carosello di foto e una serie di emoji a sottolineare il successo, ma la reazione di buona parte del pubblico social al concerto di quasi due ore tenuto da Al Bano in Israele per la festa del Rosh Hashanah, il capodanno ebraico, è stata tutt’altro che entusiasta. «Che delusione, riceverà il suo compenso con i soldi sporchi di sangue», ha scritto infatti un utente su Instagram. «Ci dica Al Bano, com’è stato cantare “la felicitá” mentre a poche decine di km si consuma un massacro di bambini?», gli ha fatto eco un secondo. «Al funerale del Papa non ci vai, pero all’inferno si… che vergogna», ha commentato un terzo. «Chissà cosa proveresti se, sul tuo dolore, qualcun altro cantasse felicità. SHAME, altro che Shalom», ha puntualizzato un quarto follower, in un crescendo di giudizi lapidari e insulti pesanti che hanno cancellato quasi del tutto le prese di posizione di




