
In 50mila ad accogliere il papa al Meeting. I giovani rispondono all’appello del pontefice: «C’è una storia e un grande futuro che ci aspetta»
Dalle forbici del suo barbiere personale all’abbraccio dei 60.000 del Meeting di Rimini: la giornata di Papa Leone XIV è stata un lunghissimo abbraccio. In prima fila all’auditorium D7 (qui erano in 10.000) solo un ministro, Gianmarco Mazzi, che nella vita politica si occupa di turismo. A lui il compito di commentare, in maniera criptica, il richiamo forte sull’accoglienza. «Prima dei confini vengono le persone». «I confini sono anche le identità, non credo a un magma informe, credo che vadano preservate le identità, vadano preservati gli uomini, come ha detto giustamente il papa. Ma ha detto anche che i legislatori si devono impegnare per tutelare la famiglia. Sono l’unico ministro? Non rispondo degli altri, sono un ministro in forma privata».
In compenso c’è Maurizio Lupi di Noi Moderati che afferma di rappresentare tutto il governo. Pietrangelo Buttafuoco in sala preferisce non dare il fianco a «morbose» attenzioni giornalistiche sulla sua fede musulmana e preferisce silenziarsi. Le parole più belle? Quelle di un giovane che risponde così al richiamo del




