
di Silvia Madiotto
Indagine Acli, l’ascensore sociale è fermo, gli affitti sono un caso e i bambini i più penalizzati: «L’inflazione si è mangiata ogni aumento»
Il bicchiere mezzo pieno non è così facile da vedere. I numeri veneti sui redditi sono più positivi rispetto alla media italiana, ma raccontano di una regione che cresce poco e nella quale, soprattutto, il potere di spesa va contraendosi. Le famiglie guadagnano meno e devono sostenere sempre più rinunce, a partire dalle attività extra scolastiche dei figli; gli affitti nelle città si mangiano quasi il 40% per cento del salario; e la scala sociale si è fermata, i lavoratori con stipendi bassi rimangono alla base della piramide economica regionale a lungo; nonostante sforzi prolungati (e doppi lavori) non riescono a migliorare la propria posizione. Poco di cui sorridere.
I dati
A scattare la fotografia è stato un convegno organizzato da Acli: una giornata di studi e approfondimenti dedicata a «Capire il lavoro, costruire la partecipazione». I dati sulle dichiarazioni di reddito da lavoro dipendente dei Caf calcolavano nel 2020, a livello Veneto, un reddito medio di 25.415 euro (il più alto a Verona, il più basso a Rovigo). Nel 2025 il




