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I mercati azionari emergenti sono attraenti, ma meglio conoscere bene la composizione dell’indice prima di investire

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La Rubrica – Spunti di Mercato

Dal febbraio del 2025, e quindi da ben 15 mesi, i mercati azionari emergenti (Msci EmergingMarkets Index) stanno facendo meglio dei mercati azionari sviluppati (Msci World Index) come vedete bene dal grafico di Bloomberg. Il dato preciso è +50% per gli emergenti a fronte di un +15% per i paesi sviluppati (composto da 65% USA, 15% Europa, Giappone, ecc). Solo in questo primo quadrimestre 2026 l’indice EM sale quasi del 25%.

Si tratta a nostro parere di un trend destinato a durare a lungo in quanto i principali driver sottostanti a questo tipo di outperformance sono e saranno presenti per parecchi anni.

Parliamo di una lista piuttosto numerosa di argomenti a favore:

➢ Prezzi delle materie prime in salita, elemento da sempre molto correlato all’azionario emergente. Si veda grafico Bloomberg.

➢ Dollaro che è entrato in una fase di debolezza per ragioni piuttosto note ai lettori. Si veda grafico.

➢ Centralità di molti paesi sia lato tecnologia e sviluppo AI (South East Asia in primis) che lato transizione energetica (metalli, terre rare, batterie con Cina ma anche Sud America e in parte Africa).

➢ Crescita degli utili delle aziende attesa nei prossimi anni molto interessante e guidata da più settori. Si veda grafico di Jefferies.

➢ Valutazioni del mercato in termini di multipli basse in termini assoluti e ancora di più in termini relativi.

➢ Valute di svariati paesi emergenti che hanno iniziato a salire rispetto all’euro e ancora di più rispetto

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