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I gatti di Annarosa Mattei e Claudio Strinati: «Teo era il nostro filosofo di riferimento, Mio faceva divertire Berlusconi»

di Margherita De Bac

La scrittrice e lo storico dell’arte hanno sempre avuto gatti. Teo, salvato dal cofano di un’auto, è morto un mese fa: «Era il principe della casa, non ci diamo pace»

Teo ha smesso di fare le fusa la sera del due giugno, in un pronto soccorso veterinario di Roma Est. Annarosa Mattei, la scrittrice, lo ha accarezzato fino in ultimo mentre aveva la flebo alla zampa, nel vano tentativo di riportarlo a sé. È uscita dall’ambulatorio e ha abbracciato il marito, Claudio Strinati, lo storico dell’arte. «È stato un giorno terribile, siamo addolorati», cantano insieme l’amore per uno dei tanti gatti che hanno spadroneggiato nelle loro case, forse il prediletto assieme al penultimo della lunga serie, Mio. «Non riusciamo a darci pace per la sua scomparsa. Ci manca moltissimo. Non facciamo che piangere ogni volta che lo pensiamo».

Un amore speciale?
«Anche il suo ritrovamento è stato speciale. Lo abbiamo sentito che miagolava come un disperato dall’interno del motore di un’auto parcheggiata in via San Teodoro, quella che costeggia il Foro Romano. Non capivamo da dove provenisse quel richiamo disperato. Era un giorno d’estate di 12 anni fa, con alcuni amici stavamo andando al

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