
Enrico Vanzina, co-sceneggiatore del capolavoro uscito nelle sale il 29 ottobre 1976. «Uno dei film più importanti della mia vita, mi ha dato la forza di continuare a fare cinema»
«Era il primo film che facevo con mio padre. Mi aveva chiamato perché da ragazzo ero stato uno sciagurato giocatore di cavalli». Parola di Enrico Vanzina, co-sceneggiatore di un capolavoro assoluto che non ha mai smesso di correre. Febbre da cavallo – uscito nelle sale il 29 ottobre 1976 – ha compiuto cinquant’anni. E per il suo compleanno, proprio il 29, l’Ippodromo delle Capannelle (tornato a splendere dopo i lavori di riqualificazione) ha ospitato una proiezione speciale della commedia capitolina con lo stesso Vanzina, Enrico Montesano e il sindaco Roberto Gualtieri in prima fila. Giusto er tempo de famme ’a giocata e de riscote… come direbbe Er Pomata. Intorno alla furia istrionica di Gigi Proietti (Mandrake), alla sfacciataggine di Montesano (Pomata) e alla classe di Catherine Spaak si muove una squadra formidabile di caratteristi: da Mario Carotenuto ad Adolfo Celi, passando per Gigi Ballista e Francesco De Rosa. Vanzina lo spiega così: «È un film allegro su un tema tragico: la speranza di poter vincere.




