di Alessandra Nardini
Il nuovo Quaderno di Fondazione Symbola raccoglie dieci storie di solidarietà dal 1966 a oggi: cittadini, imprese e comunità che si mobilitano davanti alle catastrofi, trasformando il soccorso in azioni concrete per proteggere persone e territori
Il 4 novembre di 60 anni fa Firenze si sveglia nell’acqua, l’Arno aveva rotto gli argini e aveva invaso la città. Il fiume era riuscito a trascinare con sé mobili, auto, animali e al suo ritirarsi, aveva lasciato centinaia di migliaia di tonnellate di fango mescolate alla nafta dei serbatoi. Un bollettino tragico: 18mila abitazioni alluvionate, 4mila famiglie sfollate, 1.500 opere d’arte danneggiate. Ma c’è un altro bollettino che non tarda ad arrivare, quello dei volontari: migliaia di ragazzi che arrivano da tutta Italia armati di stivali e badili che, in maniera spontanea, scendono alla stazione di Santa Maria Novella per aiutare chi è stato travolto dalla catastrofe. Passano alla storia come Angeli del fango. Sessant’anni dopo, quella mobilitazione spontanea è il punto di partenza del nuovo Quaderno di Fondazione Symbola, «Un’Italia che fa l’Italia», realizzato con la collaborazione di Erasmo D’Angelis e dedicato a dieci storie di solidarietà che attraversano sei decenni. Un racconto che mette insieme




