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Dagli Angeli del fango a Firenze 60 anni fa ai campi allagati per salvare Ravenna nel 2023, Ermete Realacci racconta quando le comunità proteggono il territorio

di Alessandra Nardini

Il nuovo Quaderno di Fondazione Symbola raccoglie dieci storie di solidarietà dal 1966 a oggi: cittadini, imprese e comunità che si mobilitano davanti alle catastrofi, trasformando il soccorso in azioni concrete per proteggere persone e territori

Il 4 novembre di 60 anni fa Firenze si sveglia nell’acqua, l’Arno aveva rotto gli argini e aveva invaso la città. Il fiume era riuscito a trascinare con sé mobili, auto, animali e al suo ritirarsi, aveva lasciato centinaia di migliaia di tonnellate di fango mescolate alla nafta dei serbatoi. Un bollettino tragico: 18mila abitazioni alluvionate, 4mila famiglie sfollate, 1.500 opere d’arte danneggiate. Ma c’è un altro bollettino che non tarda ad arrivare, quello dei volontari: migliaia di ragazzi che arrivano da tutta Italia armati di stivali e badili che, in maniera spontanea, scendono alla stazione di Santa Maria Novella per aiutare chi è stato travolto dalla catastrofe. Passano alla storia come Angeli del fango. Sessant’anni dopo, quella mobilitazione spontanea è il punto di partenza del nuovo Quaderno di Fondazione Symbola, «Un’Italia che fa l’Italia», realizzato con la collaborazione di Erasmo D’Angelis e dedicato a dieci storie di solidarietà che attraversano sei decenni. Un racconto che mette insieme

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