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Hyundai, Martinet a Parigi: “Tecnologia pragmatica e gamma giusta per tutti”

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Come pensate di restare competitivi nei prossimi anni?

Il gruppo è molto più grande e ampio di quello che la gente pensa e volevamo mostrarlo. Sotto Hyundai Motor Group ci sono 70 aziende che lavorano per il sistema: facciamo anche il nostro acciaio. A Milano, durante la scorsa Design Week, una giornalista mi ha detto: “Tutti parlano di software e tu parli di acciaio”. Sì, perché quando hai la capacità di capire e controllare la value chain sei molto più forte.

Durante la crisi dei chip io non lavoravo in Hyundai ed ero, diciamo così, “invidioso” della sua capacità di avere una supply chain molto più efficace di quella che avevamo nell’altra realtà. Con l’integrazione verticale le crisi non si evitano, perché esistono per tutti, ma puoi controllare meglio quello che riesci a fare. E il gruppo lavora sulla value chain di oggi ma anche su quella di domani: la guida autonoma con Waymo, il robot Spot, gli esoscheletri che usiamo già nelle fabbriche. Il futuro è da inventare e, quando hai le soluzioni in casa, è più facile capire cosa puoi farci.

Sul software defined vehicle tanti insistono sugli aggiornamenti: con il software invii una nuova versione e l’auto