
Il danese è il 9 ideale del tecnico, che lo voleva l’anno scorso al Milan. È lui la certezza nel nuovo corso
C’è un calcio che è immutabile, resiste all’usura del tempo, scavalla ere geologiche, miti e modelli di riferimento, e non ha neanche bisogno di perdersi nel racconto tra giochisti e risultatisti, perché la sintesi è altrove, ovunque o anche no. C’è un calcio che sta dentro l’area di rigore – la propria e meglio ancora quella altrui – e che racchiude in sé la narrazione degli uno e degli altri, degli esteti e dei duri e però puri, perché alla fine, la prova del 9 non fallisce mai. Dategli un centravanti, ad un allenatore, e pur senza avere la pretesa di rivoltarvi il mondo, riuscirà a risollevarsi l’umore: per un periodo lungo, mesi e mesi, Massimiliano Allegri ha cercato un Centravanti (la C maiuscola, please) che l’aiutasse a scollinare e dopo aver atteso Rasmus Hojlund per un bel po’, arrendendosi al destino e al mercato, s’è dovuto arrangiare con quel che c’era.
il suo uomo—
A volte ci si smarrisce un po’ per i vicoli della retorica, mentre un attaccante ti alleggerisce la vita, ti toglie i




