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Hantavirus: quarantena per i contatti dei malati?

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Quando domenica 10 maggio a mezzogiorno, la nave da crociera MV Hondius arriverà alle Canarie, dopo aver ospitato a bordo un focolaio di hantavirus, si imporrà con urgenza la questione di come gestire i quasi 150 passeggeri che trasporta. I turisti di 12 diverse nazionalità, che per un po’ hanno condiviso – ignari – spazi e ritrovi con chi è risultato contagiato, andranno messi in quarantena? O è sufficiente che, rimpatriati con tutta la prudenza del caso, rimangano a casa monitorando i sintomi?

Una situazione inedita

La questione è spinosa anche per gli esperti. Gli hantavirus sono virus poco conosciuti perché difficili da instaurare in modelli animali, perché richiedono laboratori di massima sicurezza e perché hanno tempi di incubazione molto lunghi (fino a 6-8 settimane). Finora non erano mai stati un pericolo reale per i Paesi industrializzati e i fondi per studiarli sono scarsi. Senza contare che, nella maggior parte dei casi di infezione umana, il contagiato era un “binario morto”, non in grado di trasmettere il virus a sua volta.

Con il virus delle Ande, il ceppo di hantavirus confermato in almeno due passeggeri della nave, le cose sembrano andare diversamente. Scoperto nel

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