
di Gabriele Guccione
La soglia di accesso scende da 56 a 50 anni e le risorse salgono a oltre 13 milioni di euro: i nuovi cantieri partiranno con progetti nei servizi pubblici, nei parchi, nei musei e nell’assistenza
Curare una aiuola o sistemare un giardino pubblico. Oppure riordinare un archivio, collaborare all’allestimento di una mostra, lavorare negli uffici di informazione turistica, nelle biblioteche o nei musei comunali. E ancora: aiutare gli anziani o le persone con disabilità. Sono solo alcune delle attività che saranno affidate a chi viene inserito nei cantieri di lavoro: percorsi temporanei pensati per chi è fuori dal mercato del lavoro e rischia di rimanerci a lungo.
L’età
La novità, per il 2026, è soprattutto anagrafica: la soglia per accedere alla misura scende da 56 a 50 anni. Ma cambia anche la dimensione finanziaria: le risorse salgono da 10 a oltre 13 milioni di euro. E c’è una terza modifica destinata a facilitare l’adesione degli enti locali: l’indennità dei cantieristi sarà finanziata interamente dalla Regione, senza la necessità di un cofinanziamento da parte dei Comuni.
I bandi
I nuovi avvisi saranno aperti dal 1° settembre e le amministrazioni comunali avranno tempo fino alle 16




