di Claudio Del Frate
Ad aprile le precipitazioni ci sono state, a maggio sono scomparsi e i fiumi sono andati subito in secca
Nella fascia di pianura a cavallo tra Piemonte e Lombardia i nomi di molti luoghi raccontano che questa è terra dove abbonda l’acqua. Per esempio, Cascina Marza è un antico convento dove Marza sta per marcia, cioè molto più che umida. Oggi Cascina Marza è completamente asciutta ed è l’emblema di quanto sta accadendo: lo scorso inverno ha nevicato (non molto ma ha nevicato), a primavera ha piovuto eppure i campi e le risaie sono asciutti. E i coltivatori di Piemonte e Lombardia devono contendersi la poca acqua che c’è.
Benevenuti nell’era del cambiamento climatico che sta investerndo anche l’Italia, non solo con la «bolla» di caldo che ha spedito 20 città in bollino rosso. In Lomellina, provincia di Pavia nel mese di maggio si sono contati 16 giorni con temperature sdopra i 35 gradi e nel giro di poche settimane l’acqua è sparita dai fiumi. «L’acqua è scomparsa all’improvviso – spiega Alberto Lasagna, direttore di Confagricoltura Pavia – con la conclusione dello scioglimento delle nevi e la poca che c’è arriva dallo scioglimento di ghiacci




