
di Cesare Zapperi
Il governatore del Friuli-Venezia Giulia Fedriga replica al leader che aveva chiesto compattezza a chi lo critica
MILANO L’affondo di Matteo Salvini a Milano Marittima ha lasciato il segno. Quel suo «ho ancora tre anni di mandato da segretario, arriverò fino alla fine», pur ritenuto ineccepibile nella forma, ha destato una certa sorpresa nella sostanza tra chi da settimane chiede modifiche nell’assetto del vertice e nell’organizzazione del partito.
Un ex sindaco e amministratore di lungo corso della Bergamasca sui social l’ha sintetizzata così: «Non capisco se Salvini sogna o dice una bugia». A chi vive e opera lontano dalle allegre adunate sulla Riviera romagnola, il discorso del leader davanti alla platea dei giovani è suonato come una sorta di arrocco in una partita a scacchi destinata a durare ancora a lungo. Il fronte dei governatori (che comprende Massimiliano Fedriga e Attilio Fontana con l’ex presidente veneto Luca Zaia e Maurizio Fugatti della Provincia autonoma di Trento) guarda i risultati dei sondaggi che, salvo eccezioni, danno la Lega in costante calo quando manca meno di un anno alle Politiche. Nessuno lo dice ad alta voce, son tempi di sussurri e di brontolii riservati, ma la




