
L’ex ds rossonero e attuale dirigente del Padova oggi è tornato a Milanello per l’amichevole dei veneti. Un film ricco di colpi di scena, il suo, nella stanza dei bottoni del Diavolo
Francesco Albanesi
2 ottobre (modifica alle 18:14) – MILANO
Ci sono grandi amori che, come nelle migliori canzoni italiane, fanno giri immensi e poi si rincontrano. E poi ci sono quelli che grandi amori magari non lo sono stati, ma che per qualche motivo ti restano dentro. Massimiliano Mirabelli e il Milan appartengono decisamente alla seconda categoria. A Milano l’ex direttore sportivo rossonero non è passato alla storia per l’impronta lasciata in quindici mesi di lavoro, ma nemmeno come l’uomo che ha distrutto tutto ciò che toccava. Anzi, in quella strana estate del 2017 e nel successivo inverno arrivò persino a sfiorare un colpo che, se fosse andato in porto, probabilmente oggi gli avrebbe garantito una statua a Milanello: Cristiano Ronaldo. In un’altra vita, forse, CR7 sarebbe arrivato davvero al Milan. E considerando quel momento storico – il passaggio da Fininvest alla proprietà cinese –




