
di Vittoria Melchioni
Il re delle scarpe di lusso si racconta al podcast Chapeau: «Da ragazzino volevo fare il dj, andò male e iniziai a disegnare cominciando dai water. Beyoncé mi accolse in casa in mutande, Kanye West e Kim Kardashian cercavano beacon e uova nei bar a Savignano, li portai al supermercato»
Da un’infanzia da emarginato ai sodalizi con le più grandi pop star, Giuseppe Zanotti il celebre designer di scarpe romagnolo, si è raccontato al podcast «Chapeau» che racconta, senza freni, la storia dei più grandi imprenditori e Ceo in Italia per scoprire i loro errori e i loro consigli.
«Forse sono nato nel momento sbagliato, nel posto sbagliato» esordisce così Zanotti iniziando il racconto che lo vede bambino sensibile che raccoglieva viole invece di giocare a pallone. «Ho passato i primi due anni della mia vita in una scuola che si chiamava “differenziale” assieme a bambini con diverse disabilità» continua lo stilista, ipotizzando anche la vergogna provata da sua madre ad avere un figlio così, tale da convincerla a portarlo da uno «stregone» per cercare una magica guarigione.
La storia imprenditoriale di Giuseppe Zanotti, re delle scarpe
Negli anni Sessanta, la famiglia di Zanotti




