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Giovanni Malagò: «Ero perplesso ma persone importanti mi hanno chiesto di candidarmi per la Figc. Non è mai successa una cosa del genere»

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di Lorenzo Padoan

L’intervento a Trento in occasione del Festival dell’Economia: «Rilanciare il calcio è impossibile? Anche portare in Italia le Olimpiadi lo sembrava»

«La miglior difesa è l’attacco», afferma gongolante Giovanni Malagò poco dopo un fulminante primo intervento in risposta a Marco Bellinazzo. «Oggi, ovunque ci sia sport italiano, c’è trionfo», era stata l’introduzione del giornalista del Sole 24 Ore. «Beh, oddio, proprio ovunque no», le prime parole in medias res dell’ex presidente del Coni. Il riferimento è alla candidatura alla presidenza della Figc che, racconta a margine dell’evento, nasce quando «sono stato chiamato da una serie di soggetti, diversi e importanti, che mi hanno chiesto di farlo». Soggetti «molto compatti», capaci di convincerlo nonostante le «iniziali perplessità», in virtù «della loro affettuosa convinzione. Credo che non sia mai successo nella storia del calcio una cosa del genere».

Malagò non offre ricette magiche ma promette: «Cercherei di fare il possibile. Spero con credibilità, autorevolezza, esperienza, competenza e fiducia». Un’impresa complessa: vent’anni di Nazionale senza partite a eliminazione diretta ai Mondiali. Ma, svela Malagò, anche portare in Italia le Olimpiadi invernali 2026 sembrava «impossibile». «Dopo la disfatta della rinuncia a Roma 2024 — racconta — il Cio non

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