
di Marco Cremonesi
«Sarà una tranvata» disse prima di essere eletto sindaco con il 100% dei voti nel suo paese
«Ah! Qui viene giù tutto…» è la quintessenza del giorgettismo. Una delle più tipiche espressioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Ma attenzione: nulla c’entra con il rapporto deficit/pil, né con la crisi di Hormuz, niente d’attualità: semplicemente, è una sua modalità espressiva classica.
Può riguardare la retrocessione dell’amato Southampton dalla Premier League alla Championship, oppure un risultato elettorale al di sotto delle attese in un comune di trecento abitanti. Giorgia Meloni ci ha scherzato sopra durante il Consiglio dei ministri dell’altro giorno: «Giancà, non essere così pessimista». Chissà se ha saputo da qualche amico del ministro, zona Varese ma non solo, il vecchissimo soprannome: «Pessimista cosmico». Lui, poi, con i giornalisti ha sbuffato: «Io pessimista? Accendete il telegiornale e poi ditemi voi…».
Ma è la verità. Giorgetti non pensa a sé stesso come a un pessimista. Ma come a un realista che si dà da fare, e sente il dovere morale di farlo, per far andare le cose meglio. La leggenda narra che un Giorgetti neanche trentenne, candidato sindaco nella sua Cazzago Brabbia sul lago




