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Giochi Preziosi, lavoratori in stato di agitazione: 320 coinvolti tra chiusure e nuovo piano industriale

di Francesca Gambarini

Trenta i punti vednita coinvolti. I sindacati: «Servono trasparenza, garanzie occupazionali e una vera riorganizzazione». L’ingresso del socio cinese. Il tavolo al Mimit il 9 luglio

Sono in stato di agitazione le lavoratrici e i lavoratori di Giochi Preziosi, il gruppo dei giocattoli al centro in questi mesi di un piano di ristrutturazione e rilancio. Il progetto si basa da un lato sull’ingresso del colosso industriale cinese Superhisen con una quota di maggioranza ceduta dal fondatore Enirco Preziosi, dall’altro su una strategia di chiusure della rete retail, «composta da circa 30 punti vendita distribuiti sul territorio nazionale, molti dei quali già chiusi, in fase di chiusura o interessati da trattative per la cessione», scrivono i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. Questi ultimi hanno proclamato la mobilitazione, dopo l’ultimo incontro con l’azienda e l’aggiornamento proprio del piano di chiusure. Secondo i sindacati, «il quadro continua a mutare, alimentando forti incertezze occupazionali e rendendo indispensabile un confronto trasparente, informazioni certe e un vero piano industriale per il futuro del grupppo», storica insegna di giochi per bambini che oggi patisce anche le conseguenze della scarsissima natalità italiana: meno bambini nascono, meno giochi si vendono.

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