di Adriano Barrì
Il ritocco all’insù della Bce sta cambiando gli equilibri, a beneficiarne sono soprattutto banche e assicurazioni. Da Eni a Leonardo, ecco gli altri favoriti
Il 10 giugno 2026 il Consiglio Direttivo della Bce ha alzato di 25 punti base i tre tassi di riferimento, portando il tasso sui depositi al 2,25%. Negli Usa, il nuovo governatore della Fed, Kevin Warsh, ha sorpreso tutti aprendo a un possibile aumento del costo del denaro. I mercati non sono stati presi di sorpresa; il Ftse Mib ha addirittura reagito con favore alla stretta, ma il contesto, nonostante l’accordo di pace tra Usa e Iran, resta incerto. La guerra in Medio Oriente ha generato uno shock energetico persistente: ad aprile 2026 l’inflazione nell’Eurozona è salita al 3% annuo, trainata da un balzo del 10,9% dei prezzi energetici, con proiezioni al di sopra della soglia di attenzione di Francoforte anche nel 2026 e nel 2027. Mentre il Pil dell’area euro è atteso crescere meno dell’1% nel 2026. Se da un lato le Borse restano quindi ancorate ai massimi di tutti i tempi, con Piazza Affari in rialzo del 16,9% da inizio anno e un +7,9% nell’ultimo mese, dall’altro gli




