
Il caso Garlasco torna al centro della cronaca. Ma la nuova ricostruzione con Sempio colpevole regge all’esame dei fatti?
Nei 19 anni di peripezie garlaschesi, un colpevole definitivo, dopo anni di mostrificazione mediatica, è diventato un (probabile) innocente santificato dal web, e un nome fino a ieri coinvolto tre volte nelle indagini e altrettante archiviato, agli atti è diventato il nuovo centro di gravità permanente dell’inchiesta. Condannato dai media prima della sentenza definitiva, come ai tempi lo fu il suo predecessore.
Chiara Poggi fu uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco. Alberto Stasi venne condannato in via definitiva, a furor di popolo, nel 2015. Oggi, invece, la Procura di Pavia punta tutto su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima Marco. Corsi e ricorsi storici in cui sembrano ripetersi esattamente gli stessi errori, come in un loop infinito in cui l’unica cosa che cambia sono i protagonisti tragici di questo macabro episodio di cronaca nera.
La nuova ricostruzione e i suoi punti deboli
La ricostruzione accusatoria ha una sua coerenza interna – almeno sulla carta. Sempio avrebbe visto un video intimo di Chiara con Stasi, avrebbe tentato un approccio, sarebbe stato respinto e, in quella mattina d’estate, avrebbe varcato



