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Garante per l’infanzia in Toscana, la linea Pd dopo lo strappo: dimenticare per salvare il campo largo

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di Giulio Gori

Il giorno dopo la nomina di Scaramelli dem ancora in silenzio. M5S: «Non si poteva rompere la coalizione»

I delicati equilibri nazionali del campo largo che nessuno vuole incrinare, il tempismo di Renzi, la porta aperta di Giani a un alleato che potrà fargli comodo una volta finita l’esperienza in Regione, forse a Firenze, lo stesso governatore che avrebbe ammesso il «percorso non corretto», Sinistra e M5S pronti a usare il proprio mezzo passo indietro come moneta di scambio, la patata bollente di Scaramelli che molti si volevano togliere dalle mani. E una poltrona che per tanti è secondaria, quindi sacrificabile. È così che l’incarico di Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Toscana è stato immolato agli interessi dei partiti.

Il giorno dopo l’elezione di Stefano Scaramelli (Iv) a Garante e dopoché Pd e Casa riformista in Consiglio regionale hanno deciso di arrivare al voto senza spendere una parola in difesa del loro candidato, in pochi rispondono alle tante domande rimaste in sospeso. 

Le confessioni si fanno a microfoni spenti. Con una speranza comune: dimenticare l’episodio in fretta.

Come si arriva alla nomina di Scaramelli? 

L’ex vice presidente del Consiglio regionale, che

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