di Valentina Iorio
Fapi: «Con aumento prezzi fertilizzanti si rischia una riduzione delle produzioni». Mellano (Nord Ovest): «La logistica sta assorbendo uno shock che rischia di diventare strutturale»
L’aumento dei prezzi di fertilizzanti a causa della guerra e del blocco dello Stretto di Hormuz e il caro carburante pesano sull’agroalimentare. Nei giorni scorsi sono registrati aumenti del prezzi superiori al +30% rispetto al mese precedente per prodotti come pomodori coltivati in serra riscaldata, finocchi, asparagi verdi e cavolfiori. A lanciare l’allarme è stato il presidente nazionale della Fapi, Gino Sciotto. La scorsa settimana la Fao ha avvertito che una crisi prolungata nello Stretto, potrebbe portare a una «catastrofe» alimentare globale.
Fapi: «Servono misure straordinarie»
«Siamo di fronte a rialzi che non possono essere considerati episodici ma che sono direttamente collegati alle tensioni internazionali, in particolare al conflitto in Medio Oriente. L’aumento dei prezzi dei fertilizzanti insieme al caro carburanti, sta mettendo in ginocchio le imprese agricole», ha dichiarato Sciotto.
«Il rischio concreto è una riduzione delle produzioni, con effetti a catena sull’intera filiera agroalimentare e sui prezzi al consumo. È indispensabile – ha aggiunto – che l’Europa, il Governo e le Regioni attivino misure straordinarie di sostegno




