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Acciaio, la rivolta delle imprese europee: dazi sui semilavorati o «sciopero» per protestare contro la Cina

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La mossa delle industrie a rischio per la concorrenza asiatica: serrata di un’ora per chiedere all’Europa più protezione per i prodotti

L’iniziativa non ha precedenti: una rete d’imprese dei semilavorati dell’acciaio è nata per far sentire fino a Bruxelles un grido disperato. «O si interviene velocemente proteggendo i nostri prodotti, o rischiamo di chiudere», dice l’italiano Franco Felisa, capofila di Esn, Electromecanic sinergy network. L’inglese era inevitabile, visto che della rete fanno parte imprese in Italia ma anche in Germania, Francia, Spagna

La concorrenza asiatica

Felisa guida la realtà di famiglia, le Trancerie emiliane di Parma. «L’Europa sta innalzando i dazi sull’acciaio ma questo sta peggiorando la situazione di chi fa semilavorati come noi — spiega Felisa —. I cinesi non possono più mandarci l’acciaio e allora stanno portando direttamente i semilavorati a prezzi più bassi anche del 40%. I nostri stessi clienti europei stanno tagliando gli ordini per spostare le commesse sugli asiatici. Non possiamo resistere così a lungo». Esn ha dichiarato uno «sciopero» europeo delle imprese il 28 aprile di un’ora. Iniziativa senza precedenti. «Abbiamo iniziato a parlarci tra concorrenti alle fiere di settore. Ci siamo detti: proviamo a dare battaglia. Da qui l’idea dello sciopero».

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