
di Andrea Dalla Serra
L’Italia contesta lo stop imposto da Vienna (motivato con la necessità di tutelare la qualità dell’aria): «Sono contro la libera circolazione». Trasportatori sul piede di guerra
Il corridoio del Brennero torna sotto i riflettori. Ieri infatti si è conclusa l’udienza dibattimentale in Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con sede a Lussemburgo, sui limiti di transito al Brennero per i mezzi pesanti. L’Italia — tramite il ministero delle infrastrutture e dei trasporti — ha ribadito «la gravità dei divieti» rispetto alla libertà di circolazione e al buon funzionamento del mercato interno. Il dicastero auspica fortemente che venga trovata una soluzione positiva alla vertenza che possa ristabilire certezza del diritto e «condizioni più favorevoli» per gli autotrasportatori che hanno un ruolo fondamentale per la competitività italiana ed europea. Conclusa l’udienza, dunque, si attende il verdetto dei 15 giudici della grande sezione della Corte, riservata alle cause di maggiore rilievo. Le conclusioni dell’avvocato generale dovrebbero arrivare entro il 16 luglio mentre la pronuncia del collegio lussemburghese è prevista entro la fine dell’anno.
Il ministro Salvini
Già a metà febbraio il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, promotore dell’azione, aveva ribadito che è necessario tornare a garantire




