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Francesca Albanese, in migliaia ad ascoltarla in Montagnola: «La cittadinanza onoraria di Bologna? Non importa, non voglio entrare in queste polemiche»

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di Alessandro Fratini

La relatrice speciale dell’Onu sui territori palestinesi occupati in città per la presentazione del suo ultimo libro, «La luce del risveglio». Il giorno prima, l’onorificenza del Comune di Marzabotto

«Bologna e l’Emilia-Romagna per me sono terre meravigliose, con forti radici partigiane, e quindi mi aspetto che le sue istituzioni taglino tutti i ponti con l’apartheid israeliana. Le persone qui invece hanno già dimostrato che la propaganda israeliana ha le gambe corte. Dobbiamo mantenere viva la scintilla delle manifestazioni dell’anno scorso in nome della Palestina». Quella di ieri è stata una lunga giornata in città per Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu sui territori palestinesi occupati. La sera prima a Marzabotto ha ricevuto dalla sindaca Cuppi la cittadinanza onoraria, così come aveva deciso di fare anche Bologna senza aver però poi aver dato seguito all’annuncio. Ma lei, a distanza di un anno dal voto del Consiglio comunale, non se ne rammarica. «A inizio anno ho detto che non mi interessava più accettare cittadinanze onorarie di alcun tipo. Servono a sviare il dibattito da dove serve, cioè attirare polemiche in cui non voglio entrare», dice Albanese in serata al parco della Montagnola, dove in 2mila sono accorsi

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