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Ex Ilva, Flacks: «Voglio le chiavi di Taranto. Meloni mi ascolti: nessun licenziamento, ma lo Stato firmi»

di Giuliana Ferraino

L’imprenditore si racconta a Milano dopo le accuse di opacità: «Non sono un palazzinaro, ho asset per 7 miliardi. Kelly-Moore? Lì i posti di lavoro sono stati salvati». L’ufficio alla Trump Tower, la residenza a Montecarlo e il piano per il rilancio dell’acciaio italiano

Michael Flacks, 59 anni, una carriera costruita partendo da Manchester dopo aver interrotto gli studi a 16 anni, è un investitore specializzato nel rilevare asset in crisi. Oggi gestisce il Flacks Group tra Miami (ha casa a Fisher Island) e New York, dagli uffici nella Trump Tower (e appartamento all’ex Hotel Plaza), ma trascorre parte dell’anno a Montecarlo. Sposato, senza figli, Flacks si muove tra i settori più disparati, e ora punta con insistenza sull’Ilva di Taranto, nonostante le resistenze istituzionali incontrate finora.

Di passaggio a Milano, l’imprenditore cerca di rispondere alle accuse di opacità avanzate dai commissari straordinari. Il suo obiettivo è riuscire a incontrare la premier Giorgia Meloni per illustrarle direttamente la sua proposta, convinto che all’interno dell’esecutivo non vi sia una visione univoca sul futuro del polo siderurgico e sulla competizione con i colossi indiani come Jindal. E preannuncia «un incontro importante per venerdì 24 aprile», senza

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