
di Thomas Bendinelli
Il giudizio di Fiom Cgil e Fim Cisl è positivo ma ci sono ancora molti nodi da chiarire, fra cui l’ostacolo del prezzo troppo alto dell’energia elettrica
La cordata di Federacciai per l’ex Ilva, con sette imprese bresciane tra le 14 che hanno sottoscritto la manifestazione di interesse per l’area a freddo, viene guardata con attenzione dai sindacati bresciani.
Alfa Acciai, Advanced Steel Solutions del gruppo Asonext, Duferco Travi e Profilati, Feralpi Siderurgica, Ferriera Valsabbia, Lucchini RS Holding e Ori Martin fanno parte dell’iniziativa, preliminare e non vincolante. Fiom Cgil e Fim Cisl ne riconoscono il valore, ma chiedono un progetto industriale più ampio e una presenza forte dello Stato. «L’ex Ilva è una vicenda complessa e di lunga data – osserva il segretario della Fiom Cgil Maurizio Oreggia -. E anche questa cordata è un po’ tardiva per certi versi: noi è da anni che diciamo che l’Ilva è un asset strategico per il Paese e per cui è necessaria una regia da parte dello Stato».
Fatta questa premessa, Oreggia guarda con attenzione alla cordata sapendo che servono investimenti, un piano di rilancio, un progetto di decarbonizzazione e tecnologie meno impattanti:




