
di Gloria Bertasi
La sindrome di accerchiamento e lo scontro online. Il post duro dell’attore Capovilla (Le città di pianura): lascio la città
La «rossa» Venezia come il villaggio bretone di Asterix e Obelix, gli irriducibili galli che nel 50 a.C., nei fumetti di René Goscinny e Albert Uderzo, riuscirono a resistere all’avanzata di Giulio Cesare a suon di beffe e cazzotti (ma loro avevano anche la magica pozione del druido) è il meme più «ripostato» sui social. Al posto della Francia, la laguna. E dal villaggio-Venezia protetto da mura lignee qualcuno urla: «Sono pazzi questi mestrini», a mimare il «Spqr» dell’ultra-noto graphic novel diventato anche film. È l’emblema di come si sentono «accerchiati» molti residenti dei sestieri: votanti convinti del centrosinistra, con il suo candidato Andrea Martella vincitore assoluto alle urne (e l’unico presidente di Municipalità, Giovanni Pelizzato, di minoranza) si sono lanciati in un j’accuse, quasi mai dai toni pacati, contro i concittadini di terra. Dimenticandosi, però, che il neosindaco Simone Venturini ha stravinto pure sulle isole e in zona San Marco, un tassello minuscolo del rosso mosaico, ma che c’è. L’accusa è di essersi fatti «beffare», di «piegarsi al padrone di turno», di «non




