
di Thomas Bendinelli
Per i contestatori il sindacato è troppo vicino al governo Meloni
Che la segretaria nazionale della Cisl Daniela Fumarola potesse essere fischiata e contestata era nell’aria da giorni. Non tanto per il contenuto del suo intervento dal palco, quanto per l’accusa — da parte di alcuni manifestanti — di guidare un sindacato ritenuto troppo vicino alle posizioni del governo Meloni.
Così la contestazione è arrivata puntuale: fischi, slogan e fischietti, senza particolari tensioni, accompagnati da alcuni cartelli con scritte come «Fumarola serva di Meloni (e dei padroni)». Protagonisti della protesta i giovani dei collettivi studenteschi vicini al centro sociale Magazzino 47 e rappresentanti del sindacalismo di base. Sorvegliati da Digos e agenti in borghese, il tutto si è svolto in modo sostanzialmente tranquillo, anche se ascoltare le parole di Fumarola è stato a tratti complicato a causa dei continui fischi e cori scanditi dai manifestanti. Il palco — sotto il quale erano rimasti i rappresentanti delle autorità civili e militari — era comunque presidiato anche da un folto gruppo di militanti e funzionari della Cisl. Nel frattempo gli altri partecipanti alla commemorazione si erano allontanati oppure si erano spostati nelle zone più ombreggiate della




