
di Thomas Bendinelli
Gli otto rintocchi alle 10.12. I fiori alla stele e i messaggi
Cinquantadue anni dopo, piazza della Loggia torna a riempirsi. Meno, forse, rispetto ad altre occasioni, ma il giorno è infrasettimanale e ci sta. Soprattutto, non è scontato che, a oltre mezzo secolo dalla strage, lavoratori, lavoratrici, studenti, studentesse e giovanissimi delle scuole primarie del centro storico decidano di essere in piazza il 28 maggio per portare omaggi floreali alla stele che ricorda le tre donne e i cinque uomini uccisi dalla bomba. Le responsabilità di quella strage, avvenuta durante una manifestazione antifascista e uno sciopero generale promosso dai sindacati contro le violenze e i numerosi attentati che in quei mesi colpivano la città, sono oggi sempre più nitide, sul piano giudiziario oltre che su quello storico: fu una bomba fascista, sostenuta da pezzi dello Stato e dell’atlantismo oltranzista.
Cinquantadue anni dopo si ricorda questo, si riflette sulla memoria e sulla partecipazione democratica. Il calendario degli eventi che accompagna la commemorazione è, come sempre, intenso e offre spunti di riflessione. Dopodiché la vita pubblica è fatta anche di riti, e la mattina del 28 maggio segue un copione che da anni non cambia.




