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Due giugno in Rai, commoventi Cortellesi e il ricordo di Aldo Moro, ma la comicità involontaria di Morandi (e lo smemorato Bocci) potevamo evitarceli

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di Aldo Grasso

Un racconto pensato per ripercorrere la storia della Repubblica e, insieme, interrogarsi sull’identità del Paese

Grande cornice, forte valore simbolico, malcelata ambizione narrativa. Per celebrare un 2 giugno particolarmente significativo, Rai1 ha trasmesso dalla piazza del Quirinale «I volti della Repubblica. 80 anni dal Referendum», evento promosso dalla Presidenza della Repubblica con Rai Cultura, Rai Teche e il contributo della Siae. Un racconto pensato per ripercorrere la storia della Repubblica e, insieme, interrogarsi sull’identità del Paese.

«Oggi non celebriamo soltanto una data, una ricorrenza memorabile», ha detto il presidente Mattarella. «Ricordiamo un percorso che ha legato tante generazioni e tanti territori. Che ha superato momenti difficili e vissuto momenti esaltanti, risaldando quel vincolo di solidarietà e di appartenenza che ci rende e ci fa sentire uniti».

Sul palco e sullo schermo si è alternato di tutto: ospiti illustri, materiale di repertorio, testimoni storici, atleti, cantanti e attori. Gli autori hanno diviso la serata in capitoli storici, nel tentativo di mescolare racconti in diretta, immagini d’epoca, letture di libri famosi (qui forse la scelta poteva essere più inventiva) e momenti che hanno drammaticamente cambiato la vita del nostro Paese. Dalle stragi alla morte

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