
di Giacomo Candoni
Il progetto della Provincia di Belluno, in collaborazione con Coldiretti, Federcaccia, l’Associazione cacciatori e la Confederazione italiana agricoltori. Uno analogo è attivo in Alto Adige
Fermare la strage dei cuccioli di capriolo durante lo sfalcio dei prati attraverso l’uso di droni e visori termici da applicare ai trattori. È questo l’obiettivo del progetto “Piccoli di capriolo”, presentato nei giorni scorsi dalla Provincia di Belluno, in collaborazione con Coldiretti, Federcaccia, l’Associazione cacciatori e la Confederazione italiana agricoltori.
La nascita dei piccoli avviene solitamente all’inizio di maggio, periodo che coincide con l’inizio delle operazioni di taglio dell’erba nei campi. Il problema, come spiegato dalla Provincia, è dato dal fatto che «i caprioli non sono animali con una spiccata tendenza alla fuga e che la loro strategia di difesa si basa sul mimetismo». Proprio per questo motivo, «appena dopo la nascita, la femmina lascia spesso i piccoli soli e nascosti nell’erba alta, tornando regolarmente per allattarli».
I rischi durante le operazioni di sfalcio
L’ottima capacità di confondersi nell’erba può però diventare un rischio per i piccoli di capriolo. Durante le operazioni di sfalcio, gli agricoltori rischiano infatti di mettere inavvertitamente in pericolo la vita dei nuovi nati.




